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· Redazione Flixborso

Sentenza Netflix n. 4993/2026: cosa dice e cosa significa per gli abbonati

La sentenza in breve

Il 1° aprile 2026, la Sezione XIV Civile del Tribunale di Roma ha emesso la sentenza n. 4993/2026, accogliendo l’azione collettiva promossa da Movimento Consumatori contro Netflix International B.V.

Il Tribunale ha stabilito che tutte le clausole contrattuali che consentivano a Netflix di modificare unilateralmente il prezzo dell’abbonamento sono vessatorie ai sensi dell’art. 33, comma 2, lett. o) del Codice del Consumo, e pertanto nulle.

Quali aumenti sono stati dichiarati illegittimi

La sentenza copre tutti gli aumenti applicati da Netflix ai piani italiani dal 2017 al 2024:

PeriodoPremiumStandardBase
Lancio€11,99€9,99€5,99
2019€15,99€11,99€7,99
2020€17,99€12,99€7,99
2023€18,99€13,99€7,99

Chi ha diritto al rimborso

Ogni persona che ha avuto un abbonamento Netflix attivo in Italia durante il periodo 2017-2024 e ha pagato almeno un aumento di prezzo rispetto al canone originario.

Questo include:

  • Abbonati attuali
  • Ex abbonati che hanno cancellato
  • Utenti che hanno cambiato piano

Quanto si può ottenere

L’importo dipende dal piano e dalla durata dell’abbonamento. Le stime vanno da €72 per il piano Base (abbonato dal 2021) fino a €500 per il piano Premium (abbonato dal 2017 o prima).

Come richiedere il rimborso

Il modo più diretto è inviare una lettera di diffida a Netflix tramite PEC o raccomandata A/R, citando la sentenza e richiedendo formalmente la restituzione degli importi pagati in eccesso.

Netflix ha 15 giorni dal ricevimento per rispondere. Se non risponde o rifiuta, si può procedere con mediazione, ricorso al Giudice di Pace, o segnalazione all’AGCM.

Netflix ha annunciato ricorso

Netflix ha dichiarato che presenterà ricorso in appello. Questo non annulla la sentenza di primo grado e non impedisce ai consumatori di esercitare il proprio diritto al rimborso nel frattempo.